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Intervista ad Alex Micheli di Mistral: scopriamo i segreti della “Mistral Experience”

Un motociclista sa cosa vuole un motociclista. La chiacchierata con Alex ci svela cosa c'è dietro una realtà importante come Mistral, con un'analisi puntuale sul mondo delle due ruote sospeso tra classicità, tradizione e futuro ecosostenibile.

Non tutte le collaborazioni sono uguali. In questi anni abbiamo recensito molti prodotti, di brand internazionali, instaurando anche rapporti umani di valore abbattendo distanze legate ai chilometri ma anche alla lingua. La moto è passione, e questo ingrediente così vivo in noi che la utilizziamo quotidianamente, non sempre è presente in chi fa business legato al mondo a due ruote. Spesso troviamo professionalità, precisione, cura del cliente, ma la vera passione la riconosci poche volte perché poche volte trovi chi, agli inizi, è stato mosso in gran parte da quella motivazione nell’avviare un’attività in proprio.

Noi italiani, si sa, a livello di passione, buongusto, design e artigianato non siamo secondi a nessuno. E quando abbiamo deciso di avviare un progetto legato a una piccola classica moderna, la Honda GB 350 S, per la scelta dello scarico non abbiamo avuto alcun dubbio: Mistral.

Il logo ufficiale del brand.

Un nostro amico guzzista, di recente, aveva installato sulla sua V7 due silenziatori di quest’azienda italiana, e la resa sia a livello di sound sia di realizzazione estetica ci aveva lasciato a bocca aperta.

Dalle prime mail che abbiamo scambiato con Carlotta ed Alex, è emersa subito quella passione che subito ha acceso in noi la voglia di raccontare la loro storia.

Per questo abbiamo pensato a un’intervista, che ci permettesse di conoscere le origini, il processo produttivo, le prospettive future ma anche tutto quello che può esserci dietro un brand che si sta facendo strada in mezzo a colossi con budget imponenti.

Ciao Alex, grazie per tempo che hai deciso di dedicarci. Come nasce Mistral? Puoi raccontarci gli inizi e anche la scelta del nome, se legata a qualche motivo particolare?

“Come tante realtà artigiane l’azienda nasce nel garage di casa per poi strutturarsi nel corso degli anni. Romano, il fondatore (mio papà), ha lavorato parecchi anni per Lafranconi Silenziatori, dove operava nel reparto di studio e sviluppo, si occupava dei test a banco e anche su strada/pista dei prototipi, successivamente nel 1993 si è messo in proprio fondando la Mistral. Il nome prende spunto dal vento Maestrale che in Costa Azzurra si chiama appunto Mistral. Romano da giovane andava spesso a vedere i gran premi di moto in Francia ed è da lì che ha preso spunto per il nome. Il brand è diventato anche molto famoso in Francia per lo stesso motivo e molti clienti pensano che l’azienda sia francese.”

Da appassionato di moto, puoi dirci qual è stata la prima che hai guidato e quali modelli sono più legati alla tua famiglia, nella vostra storia privata di motociclisti?

“Beh diciamo che la mia esperienza inizia presto, a 6 anni con una Malaguti Grizzly acquistata con i soldi dei lavoretti. A 16 anni HM 125 motard 4 tempi con cui ho discretamente imparato a derapare e un KTM 125 2 tempi da cross per la pista. Poi a 19 anni Ducati Hypermotard 796, con lo stipendio del primo anno di lavoro come apprendista alla Mistral. Grandi soddisfazioni da quel bicilindrico, quasi 10 cv di guadagno alla ruota tra modifiche ad aspirazione/scarico e centralina.

Romano invece ha posseduto varie moto sia giapponesi ma anche Guzzi tra cui la 1000 SP bianca/rossa dei primi anni ’80. Successivamente dopo aver messo su famiglia, verso la fine degli anni ’80, ha venduto le moto per concentrarsi sul lavoro ed evitare rischi. Quando a 19 anni ho preso l’Hypermotard poi è tornato sulla retta via finalmente! Sono susseguite due Multistrada 1200 DVT, una bianca e una rossa, facevamo coppietta e anche belle bagarre, su quelle sicuramente il motore non mancava.

Da sempre siamo comunque legati al marchio Moto Guzzi, sia perché essendo di Mandello, e come tanti, avevamo parenti che lavoravano in Guzzi ai tempi d’oro, sia perché l’economia mandellese è fortemente collegata ad essa. Non ci è voluto molto per poi passare alla V7, sia per necessità lavorative che per passione. Successivamente sono entrate in garage la V100 Mandello, la V85 TT e la nuova V7 Sport. Adesso attendiamo la prossima Guzzi!”

Com’è stato il tuo inserimento in azienda? C’è stato il classico scontro generazionale tra padre e figlio? Per te, figlio con idee innovative, quanto è stato difficile inserire la tecnologia e l’innovazione non snaturando la tradizione e l’artigianalità del lavoro di tuo padre?

“Sono entrato in azienda appena dopo il diploma come apprendista. Mia mamma si occupava dell’amministrazione e spedizioni mentre mio papà della produzione. Sono partito dalla seconda, cercando di imparare il più possibile e aiutando sempre di più. Non era raro fare 13/14 ore al giorno, il lavoro è sempre stato tanto e organizzare il tutto, ottimizzando sempre più ogni aspetto, ha richiesto molti scontri e tempi difficili ma ci ha portato a crescere sia come azienda che nel rapporto padre/figlio! Ancora adesso ogni tanto ci scontriamo, ma otteniamo sempre risultati splendidi e ne siamo veramente felici. La tecnologia aiuta e semplifica ma ci piace anche che determinati aspetti rimangano come sempre, questo ci contraddistingue e ci permette di essere Mistral!”

Il vostro settore è legato a delle norme in continua evoluzione, sempre più stringenti per quanto riguarda i parametri di inquinamento non solo di gas ma anche acustico. Per te questo contesto è più “deprimente” o stimolante nel cercare soluzioni nuove?

“La necessità è da sempre stimolo di crescita, prendiamo il tutto come una sfida e sicuramente non amiamo perdere. Tutte le nuove normative hanno richiesto degli investimenti in strumenti di misura più avanzati ma, nel contempo, ci hanno anche permesso di migliorare aspetti produttivi oltre che i prodotti stessi e di acquisire nuove conoscenze nei vari test di sviluppo.”

Scorrendo il vostro catalogo è evidente che il mondo delle classiche sia il vostro target principale. C’è una motivazione particolare?

“Da sempre siamo specializzati su Moto Guzzi, tutte le geometrie di scarico le abbiamo pensate per integrarsi con forme classiche delle moto retrò e modern retrò. L’apertura a marchi come Royal Enfield e recentemente a Honda con la GB 350S è stata quasi naturale e ci sta dando grandi soddisfazioni.”

Puoi dirci come nasce uno scarico nuovo per una moto nuova? Te lo chiedo perché dalle foto dei vostri prodotti installati emerge subito che ogni prodotto veste alla perfezione la moto su cui è montato, nulla di adattato o “riciclato”. Che studio c’è dietro ogni nuovo modello? Quali sono le difficoltà maggiori nel creare un nuovo prodotto?

“Nel caso di sviluppo di nuove forme, il progetto inizia prima sulla “carta”, segue una prima fase di prototipazione con stampa in 3D, ottimizzazione della stessa poi si passa alla stamperia e realizzazione nel materiale scelto, solitamente acciaio inox. Lo sviluppo di una nuova forma richiede parecchio tempo (9-12 mesi) ed investimenti importanti. La forma è la parte esterna estetica, attualmente abbiamo circa una decina di forme differenti a catalogo e con esse siamo in grado di coprire svariati stili di moto. Il nostro obbiettivo è sempre ricercare l’integrazione con la linea estetica originale, migliori performance, ottimizzazione del suono e riduzione di peso.

Lo sviluppo specifico per un determinato modello di moto si fa con la moto stessa: creiamo il prototipo fisico su di essa. Segue poi la fase di test con banco prova dove andiamo ad ottimizzare il prototipo dal punto di vista delle prestazioni, capita anche di fare 3/4 prototipi differenti proprio per capire come reagisce il motore stesso al cambiamento, e proseguiamo fino al raggiungimento del nostro target di sviluppo. Eseguiamo anche dei test su strada, il banco è importante ma anche una risposta di reale utilizzo è molto importante. Abbiamo anche la possibilità di produrre dei one-off, solitamente sono progetti speciali per customizzatori ed esposizioni, qui si entra nel mondo della libertà creativa.”

Come vedi il mondo delle due ruote in questo momento? Dimmi il tuo pensiero sia dal punto di vista delle normative e delle forzate scelte green sull’elettrico nel mondo auto, per ora molto marginale sulle moto, sia dal punto di vista dell’interesse verso le due ruote, che pare essersi risvegliato dopo un periodo un po’ statico.

“Post covid abbiamo visto un aumento vertiginoso dei prezzi che di contro ha favorito lo sviluppo di cilindrate più basse oltre che l’entrata di nuovi brand asiatici nel mercato. Il periodo è molto emblematico ed è difficile anche capire dove andare a fare investimenti per nuovi sviluppi. La moto elettrica mi incuriosisce, non ho ancora avuto modo di provarne una “seria” ma l’erogazione della coppia dev’essere impressionante. Come per le auto, le vibrazioni e il sound provenienti da un motore termico generano un’emozione che non sarà mai sostituibile.”

Proprio parlando di questa nuova leva di motociclisti, giovani o meno giovani che si avvicinano a questo mondo, credi che il “cambio scarico” sia una prassi da smanettone o coinvolge anche i novizi?

“Il cambio scarico è sempre molto gettonato, sia per il sound che per le prestazioni, ultimamente anche per la riduzione di calore è un argomento molto comune. In generale la clientela si sta dividendo in due categorie: l’utente novizio che ricerca il prodotto omologato “plug&play” e l’utente esperto che arriva da una o molteplici generazioni di moto precedenti che va a richiedere il db-killer estraibile, nessun catalizzatore, etc, richieste che ovviamente vanno in controtendenza alle normative attuali.

Leggendo la sede della vostra azienda, una domanda nasce spontanea. Che legame sentite con il mondo Guzzi e gli appassionati guzzisti?

Moto Guzzi è da sempre il nostro core business e la nostra passione. Ci sono molti moto club Guzzi in tutto il mondo ma a differenza di altri brand di moto, quando si tratta di Guzzi si è tutti una grande famiglia, ne è l’esempio il grande raduno annuale di settembre che si svolge a Mandello.”

Progetti per il futuro?

“Nei prossimi anni puntiamo a consolidare i risultati raggiunti e a sviluppare nuovi progetti che possano rafforzare la presenza dell’azienda nel mercato. L’obiettivo è continuare a crescere, investendo nelle competenze dei nostri collaboratori, nell’innovazione e nel miglioramento continuo dei nostri prodotti.”

Un’ultima considerazione sul vostro sito e sui social, che ho trovato davvero ben realizzati e molto ben gestiti, perché lasciano trasparire quanta passione c’è nel vostro lavoro e quanta coesione c’è nel vostro progetto di impresa che guarda al futuro, senza intaccare l’artigianalità. Sei soddisfatto del feedback dei clienti e del riscontro che avete dalla vendita online? E per quanto concerne l’estero, in quale paese straniero avete più mercato?

Il nostro sito è stato sviluppato pensato e disegnato da noi per essere più in linea possibile con quello che i clienti desiderano vedere e trovare all’interno di esso. Viene costantemente aggiornato e ottimizzato, tuttavia non è un e-commerce come tanti. Abbiamo creato quella che definiamo “Mistral Experience” dove il cliente viene direttamente seguito dal nostro personale a 360 gradi dal primo contatto fino al post vendita. Rispetto ad un e-commerce tradizionale, intervengono molteplici processi e la gestione è più complessa, tuttavia ci piace creare un legame umano con i nostri clienti che va ben oltre la vendita stessa. Mistral non è solo uno scarico, è l’esperienza complessiva che continua ogni volta che si accende la moto e si parte.

Nel corso degli anni abbiamo creato una rete di rivendita internazionale, con oltre l’80% di export. Francia e Germania sono i paesi dove siamo molto forti. L’Europa in generale è un ottimo mercato per noi e stiamo andando molto bene anche negli USA, Australia e Giappone grazie a collaborazioni decennali con i nostri importer.”

Ringraziando Alex per queste risposte molto interessanti, vi lascio con una riflessione. Spesso facciamo trattative sui prezzi, cerchiamo di risparmiare non solo in fase di acquisto della moto, ma anche sulla manutenzione e sugli accessori, a discapito della qualità e della competenza.

La moto raramente è un mezzo per andare da A a B.

Per questo apprezziamo l’approccio di Mistral. In un mondo dove si pensa a un finto cartellino scontato. A dare “valore alto” a ciò che non lo ha, per poi venderlo a un prezzo “in saldo”, Alex e i suoi collaboratori hanno scelto un modo di fare business diverso. Perché è un business che nasce dalla passione appunto, dalla voglia di crescere e misurarsi in primis con se stessi. Dalla cura per il prodotto, per il cliente, e sopratutto per le moto. Che sono molto più di un mezzo di trasporto.

Nazario Peruggini

Da sempre appassionato di auto, dal 2017 tornato al mondo delle due ruote. Nel garage, sempre in evoluzione, una KTM 890 SMT, una Duke 790 2023 e una piccola Honda CRF300L.

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