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30 mila km con il Cardo Packtalk Pro: il migliore interfono sul mercato?

Dopo migliaia di chilometri percorsi, giri brevi e lunghi, vi parliamo del top di gamma della linea Cardo e di come si comporta in ogni ambito.

Confesso. Sono un amante e collezionista di caschi. Ne ho provati tanti in questi anni, comprandoli e rivendendoli, a volte. Ma alternandoli in base al tipo di uscita e alle moto utilizzate. Quasi tutti integrali, di marche diverse.

Se ogni abitudine, più o meno sana, è destinata a finire, devo ammettere che in questo caso il “colpevole” è uno solo: il Cardo Packtalk Pro. Da quando ho iniziato a testare questo dispositivo, infatti, la scelta del casco da usare ricadeva puntualmente su quello che equipaggiato con questo modello top di gamma di Cardo. Vi spiego tutto in questa recensione.

Unboxing e contenuto della scatola

In una confezione curatissima sia nei materiali sia nella grafica, troviamo una dotazione completa di tutti i classici accessori a corredo di un interfono.

  • Altoparlanti JBL da 45 mm
  • Basetta magnetica da attaccare al casco
  • Biadesivo
  • Clip per montaggio alternativo al biadesivo
  • Microfono con asta per modulari e jet
  • Microfono a filo per integrali
  • Set di velcro adesivi
  • Cavo di ricarica USB A > USB C
  • Salviettine per pulizia casco prima di attaccare il biadesivo
  • Sacchettino da trasporto con logo Cardo

Tutto quello che occorre quindi per montare il dispositivo su ogni tipo di casco, che si tratti di jet, modulari, integrali o caschi adventure o da offroad.

Caratteristiche tecniche

Presentandosi come un top di gamma, fratello maggiore di un prodotto validissimo come il Packtalk Edge, il Pro ha una scheda tecnica di tutto rispetto. Vediamo nel dettaglio le caratteristiche più importanti:

  • Rilevamento incidenti con avviso al contatto preferito
  • Accensione e spegnimento automatico
  • Altoparlanti da 45 mm JBL
  • Aggancio magnetico Air Mount
  • DMC di seconda generazione
  • Controlli vocali
  • Impermeabilità IP67
  • Bluetooth con riconessione automatica
  • Portata fino a 1.6 km
  • Aggiornamenti via app senza cavo
  • 3 anni di garanzia
  • Compatibilità con tutti i marchi più importanti

Rispetto al fratellino Edge, che abbiamo avuto modo di provare nella colorazione brandizzata KTM, sono le prime tre caratteristiche la vera novità. E dopo tanti chilometri possiamo raccontarvi come funzionano nella vita di tutti i giorni.

30 mila km e un anno e mezzo di test

Come detto nell’introduzione, da quando ho iniziato ad utilizzare il Packtalk Pro ho smesso di alternare l’uso dei vari caschi. Concentrandomi di fatto su due modelli (HJC e Shoei) e acquistando un set supplementare di basetta, microfono e altoparlanti, per poterlo spostare in pochi attimi da un casco all’altro.

Il rilevamento degli incidenti prevede la configurazione di un contatto che verrà avvisato qualora il dispositivo, tramite i sensori interni, rilevasse una caduta. Fortunatamente non abbiamo avuto modo di testare questa caratteristica, possiamo solo dirvi che non è supportata in tutti i paesi del mondo, ma l’elenco completo è disponibile in questa pagina. L’Italia è inclusa. Cardo sconsiglia di utilizzarlo in scenari di guida in fuoristrada e ricorda che è sempre necessaria una connessione dati del proprio smartphone.

Le altre due novità, rispetto al fratellino Edge, sono gli altoparlanti JBL da 45mm (prima acquistabili solo come optional) e l’accensione e spegnimento automatico. Due novità che si sono rivelate davvero importanti nell’esperienza d’uso. La qualità audio garantita dai padiglioni da 45 mm firmati JBL è davvero eccezionale e, complice la regolazione automatica del volume in base ai rumori ambientali, ascoltare musica e telefonate è sempre stato piacevole e con una qualità audio ineguagliabile.

La funzione di accensione e spegnimento automatico era forse la caratteristica che più mi incuriosiva e che, utilizzandola di giorno in giorno, mi ha conquistato maggiormente. Non potete immaginare infatti quanto sia comoda nell’uso di tutti i giorni e come di fatto non perda un colpo.

Per molti magari rappresenterebbe un plus di poco conto, ma nell’uso quotidiano diventa una di quelle cose a cui faremmo fatica a rinunciare.

Ma a parte queste novità, in che modo ci ha conquistato questo interfono?

Comandi vocali, autonomia e affidabilità

La vera svolta per me è stato l’uso dei comandi vocali. Con un “ehi siri” riusciamo in ogni condizione a far partire una chiamata, gestire la musica, persino a inviare messaggi whatsapp per avvisare magari qualcuno di un ritardo. Il tutto potendo guidare in sicurezza e senza una minima distrazione. Nessun competitor si è dimostrato affidabile quanto il Packtalk Pro.

Nei lunghi viaggi poi, l’autonomia di 13 ore si è dimostrata reale, permettendoci di coprire lunghe distanze ascoltando musica e ricevendo chiamate, arrivando in albergo a sera con percentuali di batteria residua importanti. In ogni caso bastano soli 20 minuti di carica per assicurarci un’autonomia di 2 ore di utilizzo.

Il viaggio in Corsica, il giro dell’Umbria, un viaggio a Misano per il gran premio della MotoGP. Tutte tappe di migliaia di km dove non abbiamo registrato alcun inconveniente. In Corsica poi, partiti da Milano, abbiamo viaggiato con tre moto costantemente connessi al Packtalk Edge di Antonio e allo Smarth di Maurizio. Tutte le volte che la distanza eccessiva causava una disconnessione dalla rete mesh, la riconnessione automatica funzionava in modo puntuale. Zero problemi.

E in viaggi lunghi e stancanti questa affidabilità devo dire che fa la differenza, azzerando gli stress causati da malfunzionamenti o blocchi che a volte questo genere di dispositivi può creare.

Tutti i tasti poi hanno un feedback preciso e comodo da azionare. Il volume gestito con la rotellina rimane sempre la soluzione più comoda e intuitiva per una regolazione fine e ottimale dell’audio.

Lo sgancio e aggancio magnetici sono di una comodità assoluta, permettendoci un cambio rapidissimo da un casco all’altro. O un rapido sgancio quando vogliamo ricaricare il dispositivo, magari con un powerbank durante una sosta al ristorante.

L’app Cardo Connect è molto intuitiva e permette di aggiornare il firmware senza cavo.

La qualità costruttiva, dopo 18 mesi e un uso intensivo in tutte le situazioni, si rivela di primordine con tutti i tasti perfetti e la scocca senza alcun cedimento.

Il dispositivo è stato testato sui seguenti caschi:

  • HJC RPHA 70
  • Airoh Matryx Full Carbon
  • Shoei NXR 2
  • Bell Race Star Flex DLX

Prezzo e conclusioni finali

A un prezzo di listino di € 469.95 è possibile acquistare il set singolo, mentre il duo viene venduto a 864.95. Prezzi importanti, ma giustificati dall’altissima qualità del prodotto. Lo street price poi ci viene in soccorso con forti scontistiche da parte dei vari store, in particolare su Amazon in questo momento il prezzo del singolo è di circa 360 euro. Il doppio invece 726.

Se viaggiate tanto in moto, amate ascoltare la musica, volete un dispositivo affidabile e con comandi vocali praticamente perfetti, vi consiglio l’investimento perché non rimpiangerete mai questa spesa utilizzandolo tutti i giorni.

L’alternativa, il modello Edge, si rivela validissimo (anche su questo i comandi vocali sono perfetti), ma se volete un audio premium (JBL da 45mm) e la comodissima funzione di auto-spegnimento e accensione, fate uno sforzo extra e puntate al top.

Del resto, basta scorrere anche le recensioni su Amazon Italia per imbattersi in titoli del tipo “magnifico” o “eccellente” per comprendere che, come dice il detto, la qualità si paga ma ci ripaga con un’esperienza d’uso che unisce sicurezza e piacere di utilizzo. Proprio mentre facciamo una delle cose più piacevoli che conosciamo: guidare una moto! 😉

Per domande o curiosità non esitate a scriverci nei commenti.

Nazario Peruggini

Da sempre appassionato di auto, dal 2017 tornato al mondo delle due ruote. Nel garage, sempre in evoluzione, una KTM 890 SMT, una Duke 790 2023 e una piccola Honda CRF300L.

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