Recensione Husqvarna Vitpilen 801. Una Duke 790 in abito da sera?
Dopo aver percorso qualche centinaio di chilometri, vi raccontiamo come va la 801, che unisce una linea unica a un piacere di guida in stile orange.

Freccia bianca e Freccia nera. Dalla loro comparsa, sotto forma di prototipi ad EICMA 2015, la Vitpilen e la Svartpilen ne hanno fatto di strada. E se nelle prime versioni, oltre alle 125 e alle 401, stupirono in fatto di leggerezza e divertimento basandosi su piattaforma monocilindrica 690, ora tornano sul mercato per “correggere” alcune scelte che, di fatto, le hanno sempre rese prodotti di nicchia.
Grazie al concessionario ufficiale Moto Service, dealer Husqvarna e naturalmente KTM, abbiamo potuto testare a San Severo la nuovissima Vitpilen 801 nella colorazione gialla, a nostro avviso più iconica dell’alternativa grigia. La curiosità era elevata, poiché da possessore di Duke 790 da circa un anno, volevo testare la reale differenza di feeling nella guida tra i due modelli. E a fine articolo parleremo proprio delle differenze e similitudini.




Primo impatto
L’avevamo già vista ad EICMA 2024, presentata assieme a un prototipo customizzato che esaltava all’ennesima potenza la particolarità di questa moto, espressa sopratutto nel gruppo ottico anteriore. E’ questo l’elemento che, in questa generazione, la distingue dalla sorella Svartpilen, presentata lo scorso anno in versione 105 cavalli, senza aver riscosso un grande successo in fatto di vendite.
Faro nuovo quindi, colore molto appariscente, manubrio largo e piuttosto basso. Le gomme stradali completano il quadro dei cambamenti rispetto la Svart. Quale delle due preferiamo? Pur amando il genere scrambler, troviamo la Vitpilen il modello più interessante tra i due perché più “instant classic” della sorella, e probabilmente con un target di utilizzo più “sensato”. Se nasci dalla costola di un Duke, il tuo destino è di mangiare curve e non fare la scrambler…






La qualità percepita è buona, tutto appare più curato rispetto alla Duke, e si apprezzano dettagli come rifiniture del codino, del tappo benzina, i nuovi blocchetti (che arriveranno, assieme al TFT, anche sulla 790 2024), un paramotore basso che copre il collettore. Il motore ha una verniciatura a due tinte che si discosta da quella della 790, la cavalerria si ferma a 95 cavalli. Sia per la Svartpilen sia per questa. Scelta atta a semplificare la gestione dei depotenziamenti.



Ergonomia in sella
A parte il fattore estetico, è l’ergonomia la piccola rivoluzione che a noi interessa testare. La seduta, rispetto al Duke, arretra un pochettino. L’inclinazione del canotto di sterzo varia di 0,5 gradi. Le pedane le troviamo nella stessa posizione della cugina austriaca, ormai prodotta da CF Moto (come queste Husqvarna). Ma la triangolazione cambia sopratutto grazie alla forma del manubrio, piega bassa molto dritto e largo. Ci sentiamo molto più proiettati sul davanti, e mentre sul Duke ci pare di essere seduti sulla ruota anteriore, in questo caso assumiamo una posizione più tradizionale. Più “stesi” sulla moto a caricare un minimo i polsi.
La prova statica ci dice molto, ma alla fine ci trasmette poco. Abbiamo bisogno di guidarla. Antonio Di Cesare ci prepara la demo e siamo pronti ad affrontare il nostro classico test sulle strade piene di curve del tratto San Severo, San Marco in Lamis e Borgo Celano e scendere e salire.



Come va su strada
Il motore lo conbosciamo bene. Non è più il 790 che arrivò nel 2018, molto scorbutico ai bassi e con un ride by wire perfettibile. Adesso gira più fluido, con un cambio più preciso, e sopratutto un comando del gas davvero ottimo e delle mappe motore ben delineate. La moto demo, oggetto delle sapienti mani di Antonio, ci viene consegnata con il pacchetto elettronico completo. Il Dynamic Pack comprende un riding mode extra, completamente personalizzabile, chiamato Dynamic. Controllo di slittamento della ruota posteriore, regolabile in 9 posizioni. La regolazione delle coppia motore in fase di rilascio e la novità del controllo dell’impennata settabile su 5 livelli. Questa nuova caratteristica ci svela un certo legame con l’elettronica montata dal Duke 990. Che moto il 990 …
Non mancano Quick Shifter e Blipper, anch’essi opzionali, assolutamente consigliati in fase di acquisto, e non solo di questa particolare moto.
Se con motore, cambio, frizione, mappe e freni ritroviamo immediatamente il feeling che abbiamo acquisito in 12 mesi di Duke 790 2023, sulla posizione di guida ci troviamo spiazzati. Ho avuto per qualche anno una Tuono 660 e devo ammettere che, in parte, questa moto si avvicina più a quella che al mio Duke attuale. Gli specchietti, tondi e piuttosto grandi, non ci fanno impazzire per estetica ma ci restituiscono tanta visuale e una buona dose di regolazioni, non sempre scontate. I blocchetti sono quelli del nuovo corso KTM, con il testo hazard e la classica retroilluminazione ben fatta. Il TFT è ampio ma presenta due difetti. Delle grafiche che non ci soddisfano appieno, poco variabili nei vari preset e con tante informazioni, ma caratteri piccoli e un contagiri poco appagante graficamente. Seconda perplessità legata alla forma, che su un genere di moto simile avrebbe meritato qualcosa di più ovale e stondato. Magari qualche accessorio renderà il legame faro strumentazione più armonioso.
Devo ammettere che questa 801 mi è piaciuta. Soprattutto in curva. Se da una parte si è portati a credere che la Duke resti il modello più agile e divertente, questo manubrio basso e dritto, unito ad una forcella di qualità superiore rispetto alla stessa Duke, ci regalano una stabilità maggiore e anche una precisione in percorrenza. Tanto controllo e la moto, con questa ergonomia, ci chiede in maniera naturale di seguire con il busto la piega in curva. In questo senso notiamo subito la differenza con la sorella Orange, e i caratteri delle moto divergono in maniera abbastanza netta.



Sul dritto, con questa postura più caricata, accusiamo più stanchezza e a mio gusto preferisco il Duke, ma quando iniziano le curve devo ammettere che la 801 diventa davvero coinvolgente. Non so quanto sia merito del manubrio largo, della conformazione dello stesso e della forcella migliore, ma il pacchetto completo crea quel mix che la caratterizza molto più di quanto potessi immaginare prima del test.
A proposito di sospensioni, troviamo una forcella finalmente regolabile con dei macroclick e un range di 5 scatti, meno dispersivi e con cambiamenti più evidenti tra un click e l’altro. L’ho usata nella regolazione più sportiva e l’ho trovata sostenuta si, ma al tempo stesso comoda sulle buche e molto stradale per l’uso quotidiano. Del resto, a prescindere dal discorso regolazioni, parliamo di elementi pensati per la strada e non per la pista.
La moto frena bene ma non brilla a livello di modulabilità. Il cambio è preciso, tranne qualche leggero imputamento se usiamo il blipper tra quinta e quarta. Ma se puntiamo un minimo il gas, in quel frangente, risolviamo ogni piccola incertezza. Resta un QS piuttosto versatile, magari poco preciso a volte, ma quando ne capiamo il mood riusciamo a usarlo tranquillamente anche in città.



Pregi, difetti e considerazioni finali
Estetica curata, faro molto personale, colore che attira gli sguardi dei passanti. Dinamica di guida, sopratutto nelle curve. Questi tutti i pregi che mi hanno fatto trascorrere delle belle ore alla guida della nuovissima Husqvarna.
Difetti? La grafica del TFT, la pompa freno non eccezionale (sul mio Duke ho fatto un upgrade e la differenza è abissale), e il prezzo di listino di 11150 euro. Attualmente però alcune promo portano il prezzo sotto i 10 mila euro, rendendola una degna rivale della Duke, con una dotazione sicuramente più premium. Oltre alle sospensioni regolabili infatti, troviamo di serie la connetività bluetooth e delle gomme (Michelin Road 6) sicuramente superiori alle Maxxis della cugina orange.
A questo prezzo, e con questi ingredienti, questa Vitpilen potrebbe essere la prima moto della dinastia delle “frecce” svedesi a conquistare una fetta di pubblico maggiore. Anche perché, ne siamo convinti, il motore 790 resta un’unità eccezionale per rapporto prestazione, consumi e divertimento di guida. Un motore che spesso logora chi non ce l’ha, ma si sa. Criticare certi marchi è il mestiere preferito di tanti “commentatori da tastiera”.
Provatele le moto, sempre. E se volete provare questa o altre KTM, Husqvarna, Royal Enfield e CF Moto, rivolgetevi ad Antonio e Michele Di Cesare e alle due sedi di Moto Service di San Severo e Bari.




