Viaggi

Corsica in moto: tra leggende del rally e paesaggi mozzafiato

Tre KTM, due naked ed un'adventure. Alla scoperta della Corsica del nord, tra infinite curve e la cultura di un popolo ribelle dalla forte personalità.

“Ok, quest’anno ci sarò!” Con queste parole ho dato l’ok finale alla mia partecipazione a un viaggio che, negli anni precedenti, aveva visto già protagonisti Antonio (mio fratello) e il suo amico Maurizio. Sempre in moto. Sempre con KTM naked: Duke. Scomode per viaggiare magari, ma perfette per godersi quelle strade, una volta giunti sull’isola.

Io, il terzo “aggiunto”, avevo due possibilità. Partire da Foggia con la mia SMT, arrivare a Milano e vivere questa esperienza con una delle mie moto. Oppure, scelta più comoda, prendere in prestito l’Adventure 790 MY 23 di mio fratello, sua seconda moto, e affidare i trasferimenti Lombardia Puglia a un ben più comodo e veloce aereo della Lumiwings.

Alla fine ho scelto la seconda opzione. Con qualche piccolo rimpianto, ma di questo ne parliamo dopo! 🙂

Piccola premessa. Questo articolo non vuole essere una cronistoria precisa del viaggio. Ma un modo per descrivervi un’esperienza sicuramente da vivere, per chi ama i viaggi e le due ruote, alla scoperta di un’isola non troppo reclamizzata.

Come ogni viaggio, la buona compagnia è sicuramente un elemento essenziale. E in questo senso, sono stato fortunato, perché avevo una coppia davvero ben assortita.

Mio fratello Antonio, ribattezzato per tutto il viaggio Antoine da Maurizio, a bordo della sua Duke 990 total black. Oltre ad essere un ottimo motociclista, un po’ Pedrosa visto la sua stazza, è sicuramente un capo gruppo perfetto per la sua guida pulita e la capacità di saper gestire percorsi, soste, sorpassi e autovelox. Tutte cose da non sottovalutare quando si viaggia in gruppo.

Maurizio, con la sua 890 R bianca e incredibilmente con scarico standard (eh si, quella cornamusa a lui piace!), ci ha regalato numerose perle. Lui sta alla Corsica come io sto a Marina di Lesina. 🙂 La conosce bene, ma nonostante l’esperienza è riuscito a completare un filotto di imprevisti non da poco:

  • Farsi pungere da un insetto, con l’aggravante di essere allergico! ✅
  • Perdere le chiavi di casa, dopo aver erroneamente temuto di averle perse una prima volta ✅
  • Cercare di usare gli occhiali da sole Ray Ban Meta come interfono in autostrada a 130 orari! ✅
  • Viaggiare con il bagaglio tenuto da un ragno a suo avviso inaffidabile! ✅
  • Proporre pagamenti con carta American Express e vederseli rifiutare puntualmente per via degli alti costi di commissione! ✅

Come potete immaginare, la presenza di Maurizio ci ha regalato tanti momenti di spasso. Non ha perso tempo per ribattezzarmi “iaio”, mio nomignolo di infanzia, e darmi numerosi consigli riguardo il mondo femminile! 🙂

Ma torniamo al viaggio …

Martedì 2 settembre: si parte!

Se avete intenzione di imbarcavi per la Corsica, in moto, le alternative non sono moltissime. Livorno, Savona, Genova, Piombino, Civitavecchia. Nel nostro caso abbiamo optato per Savona. Dopo un paio di ore di viaggio, partiti da Cernusco sul Naviglio, siamo arrivati al porto di Savona, con un imbarco rapidissimo sulla nave. Poco traffico, poche auto. Abbiamo subito lasciato le moto in posizione laterale, dove gli addetti le legano utilizzando delle cinghie, salendo subito a uno dei piani alti del traghetto. Due camere prenotate, un viaggio che sarebbe durato dalle 21 alle 7 del mattino seguente. Con l’auspicio di poter riposare in cabina e arrivare belli freschi. Auspicio che, come vi dirò a breve, sarebbe rimasto “buono” solo nelle intenzioni. 🙂

Durante la cena al ristorante “Dolce Vita”, l’equipaggio ci ha avvisati di un ritardo sull’orario di partenza. Solo alle 23 infatti abbiamo lasciato il porto, riuscendo poi a intuire la causa: il mare mosso. Dopo ferragosto infatti, pare sia più frequente questa condizione, specie di notte. E devo ammettere che tutti i comfort e sopratutto i privilegi che la cabina ci avrebbe dato, un buon riposo e un letto accogliente, sono andati in fumo. Si è dormito poco e male, riuscendoci solo nelle prime ore del mattino, quando in prossimità dell’arrivo l’intensità delle onde è tornata nella media.

Mercoledì 3 settembre: primi km sull’isola e relax.

Arrivati a Bastia, lo sbarco è stato rapido e subito ci siamo messi in viaggio per la nostra destinazione. Una splendida villetta nel nord ovest della Corsica, situata di fronte alla Marina di Sant’Ambrogio, a circa 90 km da Bastia.

Il percorso che dal porto di Bastia ci ha portato a casa.

Una colazione nella caratteristica “Osteria u barcaghju”, ci ha rimesso un po’ in sesto dopo una notte quasi interamente insonne. Marmellata squisita, ottime baguette, cappuccino deludente: la Corsica in questo è molto francese, non c’è dubbio!

Arrivati a destinazione, abbiamo scoperto il nostro “campo base”. Una splendida villetta, molto grande e con una magnifica veranda vista mare. La zona è quella di Calvì, ma in realtà siamo a 15 km da questo centro, e questa Marina ha una bella spiaggia, mare molto calmo e riparato dalle correnti, un porticciolo con belle imbarcazioni in vista. Proprio nella zona porto abbiamo trovato un ristorantino, la “Terrasse du Port”, che ogni sera ci avrebbe poi ospitato con piatti deliziosi e qualche gelato super abbondante! 🙂

Sul primo giorno non c’è molto altro da dire. Un pomeriggio in spiaggia per un po’ di relax, una spesa al supermercato e una cena al ristorante appena citato. Ci serviva una bella dormita per ricaricarci e iniziare le esplorazioni in moto.

Giovedì 4 settembre: curve, curve e ancora curve.

La conformazione delle strade in Corsica è particolare. Tante, tantissime curve. Tornanti stretti non pervenuti o quasi. Pendenze mai proibitive, si sale e si scende sempre in modo molto soft. Antonio, mio fratello, le descrive come le “sue strade ideali” ed io mi trovo sostanzialmente d’accordo, perché permettono una guida molto scorrevole alternando misto veloce a un misto più stretto ma mai eccessivamente stretto. Da prima marcia, per intenderci, o frizione pelata.

Il percorso del primo giorno ci ha portato a una breve sosta presso il Camping E Gradelle, dove c’è una vista mozzafiato, che nessuna foto riesce a restituire nel suo reale splendore. Il caffè invece lo abbiamo preso alla Marina di Porto, bellissimo posto dove abbiamo incontrato tantissime moto, in un teatro naturale davvero suggestivo. Da queste prime ore avevo già intuito lo spirito dell’isola.

La Corsica è una terra ribelle, con una malcelata voglia di indipendenza, dove si incontrano la cultura francese, italiana ma anche sarda. Il nord incarna sicuramente il lato più selvaggio e meno turistico dell’isola, ma proprio per questo combacia di più con lo spirito di un viaggio in moto. Le strade del nord poi, sono quelle più adatte a noi che amiamo le curve.

La sosta pranzo? A Evisa, in un ristorante con una terrazza incantevole, e una cucina e un’accoglienza di prim’ordine. Hotel Aitone.

Dopo un pranzo con i fiocchi, abbiamo ripreso a fare strada a ritmo tranquillo dirigendoci in un posto dal grande valore simbolico per me. Il luogo in cui nel maggio 1986 morirono Henri Toivonen e Sergio Cresto a bordo di una Lancia S4 Martini Racing.

Per chi ama le corse, come me, un luogo del genere rappresenta la massima espressione della passione per le corse. Lontani da un circuito, da una pista famosa, troviamo l’essenza dei Rally, su strade di tutti i giorni. Strade disegnate dalla natura dove sono state scritte pagine memorabili dell’automobilismo. E questa pagina, anche se triste, rimane nella memoria come leggenda per il livello del pilota, del suo navigatore e della macchina con cui correvano. Luogo, auto e pilota selvaggi e appassionati. Tappa obbligata se visitate la Corsica e amate i motori. Più a sud, vi ricordo, c’è anche il luogo dell’incidente di Attilio Bettega (1985), che trovò la morte nei pressi di Zerubia su una 037 ufficiale. Spero di poter visitare quel luogo nel prossimo viaggio sull’isola, alla scoperta anche del sud.

La giornata è terminata con una sosta a Corte, dove ho appreso della morte dello stilista Giorgio Armani, e dopo una bibita fresca abbiamo ripreso il viaggio con rientro alla base e cenetta al solito ristorante. Circa 250 km, che sulla carta paiono pochi, ma tutti di sole curve, con tante viste mozzafiato e un mare dal colore sempre blu profondo. Strade spettacolari, uniche pecche legate a qualche rattoppo longitudinale per il passaggio di qualche cavo. Quelle strisce di asfalto assai fastidiose per noi motociclisti, prolungate per molti chilometri.

Venerdì 5 settembre: verso “il dito”.

Maurizio, in nave, mi aveva detto: “Metti la mano a mo’ di pugno e con il pollice in su, non ti sembra la Corsica?”. Ecco, la zona del dito, nord est, è una delle parti più selvagge e per raggiungerla in moto, partendo dalla nostra base, avremmo attraversato il “Desert des Agriates”.

Ringrazio Antonio e Maurizio per non aver alzato troppo il ritmo, perché di certo non sarei stato al loro passo. 🙂
Il meteo, come in tutti gli altri giorni, era perfetto con temperature ideali tra i 25 e i 27 gradi. Traffico non esagerato, motociclisti che salutano, asfalto ottimo. Un vero paradiso per noi amanti delle due ruote. In tutto il viaggio abbiamo utilizzato interfoni della Cardo, io in particolare il PackTalk Pro di cui vi porterò una recensione completa. Un dispositivo spettacolare, che mi accompagna da mesi e che proprio nei lunghi viaggi ha dato il meglio di se, in termini di resa e affidabilità.

Interfoni che ci hanno fatto anche apprezzare le doti canore di Maurizio. 🙂 Grazie a Mauri abbiamo testato anche la resa in termini di distanza tra riders, non di rado infatti lo perdevamo o davanti o alle nostre spalle! 🙂

San Fiorenzo, Nonza, e sosta finale al rientro al “Sunset Point di Licciola”, dove un forte vento completava l’atmosfera di un quasi tramonto davvero suggestivo.

Ma riavvolgendo il nastro di qualche ora, la mattina ci aveva visto percorrere forse il tratto più bello dell’intera Corsica. Un’indigestione, gradita, di curve che ho affrontato all’andata con il 790 Adventure e al ritorno prima con il Duke 990 e poi con la 890 R di Maurizio nella parte finale.

Parlando di pura guida, in quella giornata ho forse sentito l’assenza della mia SMT, perché alternando la guida tra un’adventure e una naked ho apprezzato i pregi di entrambe, che trovano una sintesi pressoché perfetta proprio nella SMT 890. Il prossimo anno rinuncio all’aereo? Credo proprio di si … 😉

A San Fiorenzo abbiamo deciso di cambiare traghetto per il ritorno, optando per la rotta Bastia Livorno, accorciando quindi il tratto in mare e allungando quello su due ruote, una volta arrivati in Italia. Viaggio di ritorno previsto per il giorno seguente, sabato. Cambio della prenotazione by Maurizio che, con l’addetta del call center, ha sfoggiato il suo inglese fluido e l’immancabile spirito di iniziativa.

Probabilmente quel giorno avremmo potuto spingerci anche più a nord di Nonza, ma la sosta prolungata tra pranzo, bagno selvaggio di Antonio e Maurizio a sfidare le onde sulla spiaggia nera, e la discesa e salita per raggiungere la spiaggia stessa, ci avevano messo addosso quella stanchezza extra dal farci rinunciare a qualche curva in più.

Nonza è spettacolare, piccola ma accogliente, con la Chiesetta di Sainte Julie che quasi si affaccia dalla terrazza che sovrasta la spiaggia nera. Davvero molto bella e caratteristica, con una facciata di colore rossastro che le conferisce ancor più personalità. Il pranzo, a pochi metri dalla Chiesa, presso il ristorante Boccafine, con un personale molto gentile. Il caffè al “Cafe de la Tour”, ci ha dato quella carica extra per riprendere il viaggio verso casa, con quella sosta presso Licciola di cui vi ho parlato prima. Quell’ultimo tratto di strada, percorso sulla 890 R, mi ha permesso di sentire ancor di più le differenze tra le Duke 790/890 e la recente 990. Moto criticata per prezzo ed estetica da molti, ma di valore assoluto e con una guidabilità che per me rappresenta diversi step di crescita e sviluppo da parte del marchio austriaco.

L’ultima cena in Corsica e poi a nanna prima del viaggio di ritorno.

Sabato 6 settembre: si torna in Italia.

Il viaggio di ritorno è andato liscio. Arrivati a Bastia in anticipo, imbarco più lento rispetto all’andata, traversata di sole tre ore circa e con mare calmo. Livorno Milano, in moto, in un clima tutto sommato ideale, con la tangenziale milanese che ci aspettava all’orario del tramonto, quando il sole ti si mette di traverso assieme al traffico milanese, per quelli che sarebbero stati gli ultimi chilometri di questo viaggio. Separandoci da Maurizio, che vive a Milano città, mentre noi rientravamo a Cernusco sul Naviglio.

Stanchi ma nemmeno troppo, con quella sensazione di aver unito due delle cose più belle che si possano fare. Viaggiare, scoprire posti nuovi, e andare in moto. Perché per quanto i giri della domenica, nelle nostre zone, ci regalino ogni settimana il piacere della libertà, del vento e della velocità, un viaggio lungo amplifica tutto questo. E lo fa portandoci in una dimensione dove ore e ore di moto diventano la normalità, e in cui è facile staccare la spina dalla nostra vita di tutti i giorni, ma al tempo stesso è un modo pure per ritrovarci nel nostro spirito interiore, più vivo e vero. Per fare ciò che ci piace, ci appassiona davvero. Non solo in viaggio o in moto, ma nella vita di tutti i giorni.

Nazario Peruggini

Da sempre appassionato di auto, dal 2017 tornato al mondo delle due ruote. Nel garage, sempre in evoluzione, una KTM 890 SMT, una Duke 790 2023 e una piccola Honda CRF300L.

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