Prove su Strada

Recensione BMW F450GS: finalmente una vera mini GS?

Dopo un esordio non del tutto convincente nella categoria delle under 500, BMW ci riprova e lo fa alzando decisamente la posta. Scopriamo insieme il nuovo F450GS.

Divisiva. Come spesso accade per i prodotti premium, dal brand di peso e dal prezzo importante (qualcuno sta pensando all’iPhone?), BMW ha spesso diviso gli appassionati di moto con pareri discordanti, spesso figli di pregiudizi, che nel mondo delle due ruote abbondano in tanti aspetti. La GS1300, che da poco si è rinnovata con un aggiornamento epocale e un cambio stilistico davvero importante, è stata sempre divisiva ma su una cosa ha sempre messo d’accordo tutti. Bestseller delle classifiche di vendita, tenuta del valore sull’usato altissima, regina del concetto del viaggiare in moto con soluzioni tecniche molto diverse dalle competitors.

Seguendo il trend di molte case, la casa bavarese ha esordito nel mercato delle under 500 con la naked 310R e la GS310 nel biennio 2016-2017. Due moto molto semplici a livello di concezione, monocilindriche, dal peso contenuto ma da una qualità generale non ai livelli del brand tedesco. Se la naked ha reppresentato un ottimo modello per esordire nel mondo delle due ruote, e personalmente ho conosciuto diverse ragazze che l’hanno acquistata come prima moto, la GS (che nasceva da una costola della R) era una mini GS che non eccelleva realmente in nessun ambito. Qualche aggiornamento tecnico ed estetico, nel corso degli anni, ha migliorato la situazione, ma ora serviva qualcosa di diverso. Di importante. Anche perchè, nel 2026, il segmento delle mini adventure è uno dei più caldi e BMW ha deciso di portare in questa categoria il suo vero DNA. Divisivo, come detto, ma che non lascia indifferenti.

EICMA 2024: il concept che stupisce

Tutto parte da EICMA 2024, dove nello stand bavarese compare un concept che colpisce tutti per la linea, che riprende alcuni stilemi della 1300, reintepretandoli in una veste più snella e filante anche grazie alla cilindrata decisamente più contenuta. Un motore da 420 cc, bicilindrico, che premette una buona dose di coppia ma anche la fluidità di marcia sconosciuta ai piccoli mono.

Ruote a raggi, 19 e 17, colorazione iconica e un codino rastremato che incuriosicono i visitatori della Fiera e gli appassionati sul web.

Naturalmente conosciamo già certe dinamiche. Il concept? Piace a tutti e tutti lo vogliono. La moto di serie? Tante critiche sterili e preconcetti senza nemmeno provarla.

Ma noi abbiamo deciso di testarla appena arrivata alla concessionaria Moto Greco BMW di San Severo, grazie anche alla disponibilità di Emanuele, Ursula e Leonardo. E naturalmente, questa moto test è disponibile anche per voi.

Primo impatto: design e qualità percepita

Inutile girarci intorno. Ricordate la GS310 citata poco fa? Ecco, dimenticatevela! Questa è tutta un’altra moto per stazza, caratteristiche tecniche, motore e sopratutto qualità percepita e possibilità di personalizzazione. Manubrio e forcella color oro, TFT gemello delle sorelle maggiori. Blocchetti curati e dal feedback di qualità. Wonder Wheel sul lato sinistro, che facilita di tanto il controllo di tutte le funzioni del TFT e promette una completa compatibilità per i sistemi carplay dedicati. Manopole riscaldate di serie, tasto hazard e quello mode dedicato al cambio mappa motore. Non sempre scontato, specie in questa fascia di prezzo. Leve nere, ben fatte, regolabili.

La moto in test, di colore Cosmic Black, montava il pacchetto Exclusive. A fronte di un costo di 310 euro troviamo quindi un cupolino più protettivo, paramani, cambio elettronico, para motore nero in plastica, una mappa extra e sopratutto delle pedane davvero ben realizzate. Uno dei dettagli che più mi ha colpito di questa moto.

La fluidità del display (con connettività smartphone inclusa), la qualità come detto dei comandi, il sapiente accoppiamento di platiche lucide e più semplici opache, il forcellone asimmetrico che ospita un generoso catalizzatore. Ok tutto molto bello, ma come va su strada?

Dopo aver firmato i documenti e scambiato quattro chiacchiere con Ursula, partiamo in direzione San Marco per testarla su strade statali in un percorso misto veloce, misto stretto, con salite e discese.

Ergonomia e primi chilometri

Il momento in cui ci sediamo per la prima volta su un nuovo modello, ci rivela tanto. Aldilà di prezzo, schede tecniche, numeri e impatto estetico e dei materiali, la moto si guida fisicamente e sentirci subito “a casa” con la sua ergonomia è un passo decisamente importante.

Questa BMW mi piace, subito. Ed è un sentirsi a casa per nulla banale. La posizione di guida infatti è molto moderna e attuale, perchè regala subito una sensazione di comfort si, ma in una triangolazione che resta molto attiva, favorita da una sella (845 mm) che ci fa sentire sopra la moto, e un manubrio bello largo che ci promette una leva generosa per svicolare nel traffico e divertirci nel misto stretto. Le pedane sono li dove vorremmo, e sopratutto leva cambio e freno posteriore sono semplicemente perfetti. Sporgono il giusto, alla altezza corretta, e chiudono il cerchio di una posizione di guida che promette divertimento e comodità.

Vi ricordo che io sono 173 cm, per un peso di circa 69 kg, e non ho avuto difficoltà a toccare terra e gestire la moto in tutte le situazioni.

Nei primi chilomentri apprezziamo subito lo stacco frizione modulabile, il ride by wire decisamente ben messo appunto, l’assenza di on-off e sopratutto un cambio elettronico spettacolare. Ma prima di esprimere giudizi, maciniamo un po’ di strada …

Come va su strada

La disponibilità di Moto Greco a lasciarci la demo ride per più di un’ora, ci consente di percorrere diversi chilometri e apprezzare questo modello fino in fondo.

Il feeling, come detto, è immediato. Ma partiamo dal motore. Uno dei pezzi forte di questa “mini “GS. In questo biclindrico da 420 cc troviamo tutto quello che ci serve per divertirci su strada con potenze umane, che rientrano nella categoria A2. Con tutti i vantaggi non solo legati alle limitazioni da patente, ma anche ai costi assicurativi e di bollo.

48 cavalli su 179 kg con il pieno. 43 Nm di coppia a 6750 giri, un propulsore che promette una velocità massima di 165 km/h e un consumo medio di 3.8 litri per 100 km. Ecco, siamo finiti a parlare della scheda tecnica, dati interessanti che però, vi assicuro, non dicono niente se non testiamo una moto su strada.

Quello che i dati non raccontano infatti, sono proprio le caratteristiche dinamiche del mezzo. Questo motore vibra pochissimo, ha un bell’attacco morbido, un quick shifter da riferimento che unisce un feedback morbido a un innesto preciso e per nulla molle. Non perde un colpo nè a salire nè a scendere. Il motore, rispetto ad alcune concorrenti bicilindiche di pari cilindrata, è pieno e ci da sempre la sensazione di poter riprendere con il rapporto in più. Un bell’andare che ci fa sentire a bordo di una moto più grande di cilindrata, proprio perchè non siamo schiavi dell’uso del cambio, anche se quel comando elettronico ci invoglia come non mai a giocare con i rapporti.

Il video della nostra prova completa.

Rapportatura corta ma non troppo, con una sesta che permette trasferimenti comodi a velocità da codice. Iniziamo con curve del misto veloce che porta a San Marco e subito la sensazione di stabilità ci restituisce un piacere di guida da anteriore da 19. Non troppo rotondo come il 21, così di moda, non esasperatamente agile come un 17 sportivo. Un giusto compromesso dove la posizione di guida attiva, con manubrio bello largo, non tradisce mai la nostra ricerca di agilità nelle curve veloci ma anche lente.

I freni? L’anteriore (Brembo marchiato BMW) ha un giusto mordente, che ci piace testare perché la forcella da 180 mm di escursione (identica al mono posteriore) non affonda mai troppo, e quindi ci invita ad ingresso curva a ritardare la frenata. Il posteriore ha un buon mordente, un abs per nulla invasivo, ma sopratutto una leva di azionamento molto comoda da “trovare” con il nostro piede destro.

In uscita di curva, con il gas in mano, abbiamo la piacevole sensazione di uno mono che non si siede mai, ma resta bello sostenuto fornendoci la massima trazione. Il posteriore da 130/17 pollici, abbinato all’anteriore da 100/19 pollici, è un ottimo compromesso per fare strada e qualche strada bianca. I pneumatici di primo equipaggiamento sono Maxxis.

Sospensioni, come detto, sostenute ma che filtrano bene le buche sia in città sia sul veloce. Per il mio peso le ho trovate ideali in ogni circostanza, con la già citata forcella che non affonda mai troppo e ci da un bel feeling di guida.

Le gestione nel traffico è semplice, la moto non è bassa ma esistono selle opzionali per variare l’altezza per tutti i rider, come da sempre nei cataloghi BMW. A proposito di optional, questa moto è simile alla sorellona 1300. Tante configurazioni, tanti accessori, per cucirsela addosso sia per quanto concerne l’ergonomia sia per caratteristiche tecniche.

Pacchetti e cambio con Easy Ride Clutch (ERC)

Come già accennato, il cambio di filosofia della casa tedesca su questa “mini” lo percepiamo anche in fase di configurazione. Diversi pacchetti presenti (Exclusive, Sport e Trophy) dove nella configurazione al top (Trophy) troviamo la colorazione iconica Bianco Rosso e Blu. E sopratutto la frizione Easy Ride Clutch (ERC), che si comporta come una Rekluse. Non avendola testata non possiamo dire come funziona, se avremo modo aggiorneremo questa recensione con questo optional che come sempre divide i puristi da coloro che sono più aperti alle novità tecniche.

Per il resto, nel catalogo accessori troviamo paramotore in alluminio, sospensioni più evolute, selle di altezze diverse, riser manubrio, predisposizione per navigatori e tante altre chicche. Incluso un set di cerchi a raggi tangenziali tubeless davvero spettacolari, ma che per uso prettamente stradale non sono necessari. Quelli di serie sono a 5 razze molto spaziate, simili alla GS1300.

Prezzo e considerazioni finali

Abbiamo iniziato parlando di quanto questo brand sia divisivo, e naturalmente in un segmento popolato da alternative orientali con prezzi davvero competitivi, questo aspetto diviene ancora più importante. La F450GS parte da un listino di 7590 euro con messa in strada e primo tagliando incluso. Una cifra importante si, ma non così fuori mercato come qualcuno vorrebbe far credere. La moto è ben fatta, si guida bene, ha un motore con molto carattere e una dinamica di guida comoda ma divertente. La qualità si paga e onestamente, dopo questo test, fatichiamo a trovarle veri difetti. Forse avremmo voluto colorazioni più varie, meno legate anche ai vari pacchetti, e gomme di primo equipaggiamento migliori. Per il resto il consiglio è quello di non fermarsi ai pregiudizi e alle schede teniche, ma di provare in test ride questo modello per capire se si adatta a cosa cercate da un mezzo che, a fronte di costi contenuti di assicurazione e bollo, vuole offrirci un pacchetto premium e una ruota da 19 che oggi appare, a mio parere, stranamente fuori moda in questo segmento di mini adventuring. Avrà forse meno capacità fuoristradistiche, ma questa moto nasce per la strada e su strada ci va davvero bene.

Un grazie ancora a Moto Greco, a questo link trovate tutti i riferimenti per prenotare il vostro test ride.

Nazario Peruggini

Da sempre appassionato di auto, dal 2017 tornato al mondo delle due ruote. Nel garage, sempre in evoluzione, una KTM 890 SMT, una Duke 790 2023 e una piccola Honda CRF300L.

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