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Recensione Airoh Mathisse II: unico, non solo per il design!

In un mercato che propone caschi molto simili tra loro, Airoh stupisce con un modello flip up dalle linee inconfondibili: ma nell'uso quotidiano, come va?

Fuori città solo caschi integrali. In ambito urbano, idem, con l’eccezione del percorso casa lavoro nei mesi di luglio e agosto, quando prediligo il jet. Quelle che vi ho appena descritto sono le mie abitudini da anni.

Non ho mai utilizzato caschi modulari e anche per questo, quando Airoh mi ha proposto di testare il Mathisse II, ho accettato con estrema curiosità. Tre mesi, tra fine marzo e fine giugno, per provarlo con temperature diverse e soprattutto su moto differenti.

Honda GB350S, KTM Duke 790 e una sport tourer cattiva come la SMT 890. Com’è andata? Ve lo racconto in questo articolo e nel video allegato del nostro canale.

Unboxing e contenuto della confezione

Nel classico packaging minimalista ed elegante di Airoh, tutto nero, troviamo il casco con la sua sacca protettiva, il pinlock 120 XLT e un libricino di istruzioni. Il manuale è consultabile anche online a questa pagina del sito ufficiale.

Sin dal primo momento restiamo colpiti dalle linee molto particolari, arrotondate e futuristiche, che donano tanto carattere a questo modello.

Caratteristiche tecniche

Scorgendo la scheda tecnica, troviamo questi dati:

  • taglie disponibili dalla XS alla XXXL
  • ben 4 misure di calotte
  • materiale termoplastico HRT
  • peso dichiarato di 1680 g ±50 g
  • chiusura micrometica
  • anello antifurto
  • fodera interna removibile e antibatterica

Un casco che si fa notare per le 4 misure di calotta, che promettono quindi una dimensione esterna sempre coerente con la nostra taglia. L’esemplare in prova è un bianco lucido taglia M.

I modelli tinta unica sono disponibili in nero opaco, bronzo opaco, grigio nardò lucido e bianco lucido. Due grafiche completano la gamma, disponibili in varie colorazioni.

Caratteristica fondamentale del Mathisse 2 è la doppia omologazione P/J, che certifica la sicurezza del casco in entrambe le configurazioni. Il “II” lascia subito intendere che questa è una versione aggiornata di una prima release, ma non avendo avuto modo di testarla non faremo alcun riferimento ad essa nel corso di questa recensione.

Primo contatto e calzata

Le forme, come detto, ci catturano subito. Ma ciò che colpisce è anche la qualità dei componenti, dei movimenti di visiera e di ribaltamento della mentoniera. Visiera e visierino parasole scorrono bene e hanno un sistema di blocco chiaro e definito. Il tasto rosso, sotto il mento, si trova facilmente e semplifica il passaggio da integrale a jet in pochi secondi. Anche in questo caso, nel movimento di ritorno al setup da integrale, lo scatto di blocco della mentoniera è ben realizzato e trasmette una sensazione di solidità.

La presa d’aria superiore è azionata da un singolo pulsante piuttosto piccolo, ma facile da trovare e da azionare, anche con i guanti. Lateralmente troviamo invece il tasto rosso per il blocco di sicurezza quando lo utilizziamo in modalità jet. Un dettaglio che dimostra la cura costruttiva è l’adesivo argentato posto sui lati, che riporta il nome “Mathisse II” scritto in entrambi i versi, così da risultare sempre leggibile in entrambe le configurazioni.

Io vesto generalmente una taglia M e in questo caso ho trovato una perfetta corrispondenza con la mia taglia, senza notare variazioni di calzata quando apriamo la mentoniera. Gli interni restituiscono una bella sensazione di comfort. Ma su strada, come va?

La prova completa sul nostro canale YouTube.

Come va nell’uso quotidiano

Essendo un modulare non può eccellere sul versante peso dichiarato, ma come sempre non basta leggere le schede tecniche. Nella prova del nove, quella su strada, si è dimostrato un casco ben bilanciato, sia utilizzato chiuso sia aperto.

Se sulla GB350S abbiamo apprezzato le sue doti a ritmi da passeggio, su Duke ed SMT abbiamo messo alla prova le sue doti aerodinamiche, di rumorosità e stabilità alle alte velocità.

E devo ammettere che ne è uscito davvero bene. Sulla rumorosità avevo i maggiori pregiudizi, poiché spesso i modulari fanno fatica a sigillare perfettamente la parte frontale, soprattutto quando le velocità diventano importanti. E in questo il Mathisse II mi ha stupito particoalrmente. Con il passare dei chilometri, anche su una naked aggressiva come il 790, dimenticavo di indossare un casco diverso dal mio solito integrale.

Se nei mesi di marzo e aprile tendevo a tenerlo spesso chiuso, tra maggio e giugno ho davvero apprezzato la versatilità di questa tipologia di caschi. Durante le soste si passa in un solo attimo alla configurazione jet, e il visierino parasole (azionabile molto facilmente) è sempre un plus di comodità non indifferente, soprattutto quando utilizzarlo è semplice e immediato.

La chiusura micrometrica poi, tanto comoda ma talvolta fastidiosa se ingombrante, si è rivelata poco invasiva. E con l’anello antifurto abbiamo potuto legarlo al sistema di aggancio casco di cui è dotata la GB350S.

Gli interni si rimuovono in modo semplice e altrettanto facilmente si rimettono in posizione. Se decidiamo di montare il nostro interfono, troveremo gli alloggi per gli auricolari e un comodissimo foro per passare il cavo attraverso la calotta, che ho avuto modo di apprezzare su altri modelli Airoh che posseggo.

E a proposito di interni, il comfort è notevole sia nei mesi più freddi sia a temperature che superano i 30 gradi.

Prezzi e conclusioni

299.99 euro per la versione monocolore, 349.99 per quelle con grafiche. Questi i prezzi ufficiali, che poi in negozio o sui siti web vengono limati da un po’ di sconti che rendono ancor più appetibile questo prodotto.

Lo comprerei? Si, ma scegliendo probabilmente la grafica Genius bianca rossa e blu, che esalta a mio parere al meglio questo modello. Se cercate un modulare che non sia banale, che possa distinguersi per design e cura dei dettagli, vi consiglio di passare da uno dei numerosi rivenditori Airoh e provare a misurarlo e testare con mano tutte le caratteristiche di cui vi ho parlato.

Difetti? A primo colpo avrei detto peso e tasto di azionamento della presa d’aria superiore, ma nell’uso su strada entrambi si sono dimostrati pregiudizi da “prima occhiata”.

In fondo, i pregiudizi spesso crollano con l’esperienza d’uso, e questo Mathisse II non ha fatto eccezione! 🙂

Per domande o info commentate questo articolo o la recensione sul nostro canale YouTube.

Nazario Peruggini

Da sempre appassionato di auto, dal 2017 tornato al mondo delle due ruote. Nel garage, sempre in evoluzione, una KTM 890 SMT, una Duke 790 2023 e una piccola Honda CRF300L.

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