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Recensione Chigee G3, Sistema di Monitoraggio Pressione Pneumatici

Torniamo a occuparci di sistemi TPMS indipendenti, non legati a Carplay. La proposta di Chigee promette di essere premium nella qualità costruttiva e affidabile in quella software.

Attualmente posseggo tre moto e su ogni modello monto un sistema TPMS diverso. Premetto che dopo due anni circa di utilizzo del sistema basato su bluetooth/app smartphone, ho trovato talmente comodo questo genere di dispositivo, che ho deciso di dotare ogni mio mezzo di un qualcosa che rilevasse la pressione dei pneumatici. Troppe volte, in passato, trascuravo i vari controlli, manometro alla mano, per pigrizia o dimenticanza. Oggi invece riesco sempre a tenere d’occhio questo dato importante, specie per i motociclisti, e ad intervenire con il compressore quando serve realmente.

Sulla Duke 790 monto i già citati sensori bluetooth, che si sincronizzano via app sulllo smartphone. Soluzione che funziona bene, ma capita qualche volta che la sincronizzazione non sia così rapida e vada forzata chiudendo e riaprendo l’app ad esempio. Sulla SMT 890 invece ho preferito montare i sensori interni della casa, che si integrano quindi nel TFT e che restituiscono i valori dopo aver percorso un po’ di metri. La Honda CRF300L era sprovvista di TPMS, per cui ho chiesto a Chigee di testare il loro G3, che mi ha sempre incuriosito osservando la scheda tecnica sul sito ufficiale. Sensori dotati di display, come ne vediamo tanto (economici) su Amazon Italia o sui store orientali, ma in questo caso avevo la certezza della qualità costruttiva di questo brand. E non sono rimasto deluso.

Unboxing e caratteristiche tecniche

In una scatola come sempre curatissima, sia dal punto di vista grafico, sia da quello dei materiali interni ed esterni, troviamo subito in primo piano il piccolo display e i due sensori esterni. E’ possibile, in fase di ordine, optare anche per quelli interni. Per versatilità e per la compatibilità con la mia Honda, dotata di camere d’aria, ho scelto la soluzione esterna.

In confezione, troviamo:

  • dispositivo Chigee G3
  • 2 sensori esterni
  • 2 bulloni antifurto
  • 1 cavo di ricarica magnetico
  • 1 fascetta in metallo e le relative clip in plastica
  • 2 attacchi stile gopro e i relativi adesivi 3M
  • 1 striscia di plastica morbida per proteggere il manubrio
  • i tool di installazione
Video di unboxing e contenuto della scatola.

Passando invece alle caratteristiche tecniche, ecco la scheda del G3

  • 5 colori disponibili, nero, rosso, grigio, oro e verde
  • corpo realizzato in metallo CNC
  • certificazione di impermeabilità IP67
  • ricarica magnetica
  • peso di 30 grammi
  • autonomia fino a 600 giorni in standby, batteria di 600 mAh
  • accuratezza della misurazione 0.01 Bar
  • range di misurazione 0-5 Bar

Installazione e prima configurazione

Come già accennato, in confezione troviamo diversi tipi di attacchi. Premesso che tutti hanno uno sgancio rapido, che ci permette di portare via il dispositivo o di ricaricarlo a casa quando è scarico, io ho optato per quello al manubrio con fascetta. Ecco, togliamoci subito l’unico vero aspetto negativo di questo prodotto. Cara Chigee, tu tieni molto alla cura dei tuoi prodotti, ma questa fascetta metallica è una piccola caduta di stile. Nulla di irreparabile, sul CRF ci può anche stare, ma su alcune moto sarebbe davvero una nota stonata. Va detto che, una volta installata con la clip e il display, rimane fortuanatamente nascosta.

Dopo la semplice installazione “fisica”, sono passato alla prima configurazione, che permette di associare i due sensori al display. I tasti fisici sono tre: “+ e -” sul lato sinistro, tasto “set” sul destro.

La pressione conteporanea di + e –, per 5 secondi, ci fa entrare nella modalità di abbinamento. Avvitiamo prima il sensore esterno della ruota anteriore, e dopo che viene riconosciuto con un beep, passiamo a quello posteriore. Oltre all’associazione, vanno impostatati i valori di pressione e temperatura minima e massima per attivare gli alert. In questo caso si entra nella modalità di configurazione tenendo premuto per due secondi il tasto set. Con pressioni rapide dello stesso, passeremo poi a tutti i valori configurabuili. Si esce dalla modalità di configurazione tenendo premuto il tasto per due secondi o non facendo alcuna operazione per 60 secondi.

Alla fine avremo settato valori minimi e massimi di pressione, idem per quanto concerne la teperatura. Quando i sensori riveleranno un’uscita da questo range, il G3 ci avviserà con le relative spie e con il lampeggio del valore numerico.

Come vanno su strada

Archiviata la fase di setup, più difficile a dirsi che a farsi, parliamo dell’esperienza d’uso. Il display ha tre livelli di luminosità, che lo rendono dal vivo sempre ben visibile se usato almeno in quella intermedia (quella bassa va bene solo di sera). Si sveglia dallo standby non appena registra un piccolo movimento. I dati sono accurati, nessun segno di incertezza o bug. Tutto funziona bene. In queste settimane di utilizzo la batteria continua a darmi le due tacche su tre che aveva fin dal primo giorno, credo quindi che i dati dichiarati siano veritieri e comunque non è un dispositivo affamato di energia.

Date un’occhiata anche alla video recensione.

Esteticamente mi piace molto ed è piaciuto anche agli amici che lo hanno ammirato sul manubrio della CRF. Tra tutti i tipi di TPMS che utilizzo, a livello di qualità e versatilità è forse uno dei migliori, perché comunque da buona soluzione after market permette anche un cambio moto, cosa negataci da tutte le soluzioni integrate. La possibilità di abbinare anche il colore del proprio mezzo è un vezzo estetico in linea con la qualità della gamma Chigee. Peccato solo per quella fascetta.

Display con ottima visibilità, anche di sera.

Prezzo e considerazioni finali

Sappiamo che esistono TPMS di vario tipo a prezzi davvero stracciati, ma se vogliamo la qualità, dobbiamo mettere in preventivo una spesa maggiore. Sia che si tratti di quelli bluetooth, sia di questi e a maggior ragione di quelli ufficiali delle varie case. Le soluzioni after market però, ci permettono di tenerli anche se vendiamo e cambiamo moto, o se vogliamo scambiarli tra un paio di nostri veicoli. Longevità e versatilità sconosciute a quelli integrati, anche per il semplice cambio batteria (BR1225 per i sensori esterni, un anno di durata).

Con una spesa di 143 euro circa acquistiamo un componente di qualità, con un prezzo non così alto se paragonato a quelli bluetooth (in cui non c’è un’unità con display) e a quelli ufficiali delle case, che solitamente superano i 200 euro.

Nazario Peruggini

Da sempre appassionato di auto, dal 2017 tornato al mondo delle due ruote. Nel garage, sempre in evoluzione, una KTM 890 SMT, una Duke 790 2023 e una piccola Honda CRF300L.

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