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Recensione Arai Tour-X5: casco adventure premium!

Grazie a Ber Racing abbiamo avuto la possibilità di testare il nuovo Tour-X5 di Arai per una prova approfondita. Vi raccontiamo come va.

Il nuovo Arai Tour-X5 è l’evoluzione naturale del leggendario casco adventure della casa giapponese. Con un sistema di ventilazione completamente riprogettato, una calzata ancora più confortevole e un design aerodinamico migliorato, il Tour-X5 è pronto a accompagnarti in ogni avventura, ma soprattutto provvisto della nuova omologazione ECE 22-06 entrata in vigore nel Gennaio 2021 e che rispetto alla ECE 22-05 porta novità notevoli in termini di sicurezza.


Prima di parlarvi del Tour X5 farò un breve “pippone” della nuova omologazione spiegandovi in modo semplice le differenze con la vecchia, proprio perché Arai merita degli approfondimenti legati al loro approccio di progettazione, costruzione e realizzazione finale; alla fine dell’ articolo vi racconterò una storiella che potrebbe fare da trama ad un film in puro stile “thriller” e che probabilmente pochi conoscono, ma già anticipata da qualcuno sul Web, pertanto non perdetevi l’articolo perché sarà molto interessante.

ECE 22-06

Le differenze tra la vecchia e nuova omologazione sta nei nuovi test d’ impatto; la vecchia riporta quattro punti d’impatto, cinque solo in caso di casco integrale per cui si esegue impatto anche sulla mentoniera (Fronte-Sommità-Retro-Laterale e Mentoniera), mentre la nuova aggiunge più punti. Per una completa e dettagliata spiegazione, di seguito troverete delle illustrazioni che ritraggono al meglio le specifiche:

SNELL prevede minimo 2 impatti sullo stesso punto scelto casualmente al di sopra della linea di test, prese d’ aria comprese

A seguito del doppio impatto, il casco viene sottoposto anche al Penetration Test (cono di 3kg di peso che cade da un’ altezza di 3 metri su qualunque punto del casco al di sopra della linea di test SNELL).
Questa nuova omologazione supera anche la certificazione (non obbligatoria a differenza del DOT ) realizzata negli Stati Uniti denominata “SNELL” che rappresenta già di suo uno standard d’eccellenza in quanto impone specifiche molto più severe a cui un azienda può decidere di assoggettarsi.
Inoltre con la nuova omologazione sono state maggiorate le altezze d’impatto e di conseguenza le velocità, aggiungendo oltre i punti d’ impatto paralleli anche i punti sulle linee mediane della calotta esterna.
Arai fa fronte ad un altro tipo di test e non omologa definita “SHARP” che è quella a noi più conosciuta, che valuta i caschi in base a criteri suoi che al momento nessuno conosce; questa mancanza di trasparenza produce a nostro parere “risultati dubbi”.

Caratteristiche

Nuovo sistema VAS-A e frontino derivato dal sistema VAS-V che equipaggia i modelli Arai più sportivi come l’RX-7V. Il frontino è removibile in pochissimo tempo e con estrema facilità senza l’ utilizzo di alcuni strumenti, il casco può essere utilizzato in tre diverse configurazioni: on road, off road e adventure.
Personalmente trovo geniale questa combinazione soprattutto per la sua modulabilità, permettendo a chi ha in garage varie tipologie di moto di avere un’unica soluzione in termini di praticità e qualità.
Inoltre il frontino “regolabile” è stato riprogettato e riesce a far convergere i flussi d’aria verso le prese d’ immissione, garantendo un ottima stabilità anche a velocità superiori stabilite dal Codice della Strada.

Calotta esterna in PB-cLc questa struttura oltre ad aumentare la resistenza e la flessibilità della calotta interna, riesce a mantenere un peso ridotto. Lo strato di fibre espanse viene invece utilizzato per rinforzare e legare una “super fibra” brevettata da Arai (il quale non rileva per ragioni di segretezza), tra la calotta interna e quella esterna.
Questa tecnologia garantisce un assorbimento su tutti i punti della superficie in maniera uniforme senza che ci siano “zone deboli”, poiché la calotta interna è stata realizzata con 5 zone a densità diverse e senza giunture, pertanto risulta essere più solida rispetto ad altri marchi in circolazione.
Arai ha ridisegnato la nuova visiera, garantendo al pilota un’apertura più ampia ma soprattutto ha ridotto al minimo le distorsioni ottiche.

Nel nuovo Arai Tour X5 troviamo un nuovo sistema di ventilazione, anche qui derivato dal modello Arai Quantic, questo nuovo sistema realizzato da Arai implementa 3 prese d’aria in immissione e ben 5 in estrazione garantendo appunto un maggior flusso d’aria in uscita e di conseguenza fornisce più leggerezza in movimento per il massimo confort. La ventilazione all’altezza della mentoniera è stata progettata nuovamente rispetto al modello precedente; infatti troviamo una interna ed una esterna. Se entrambe sono aperte l’ aria confluisce verso la bocca del pilota, mentre se quella interna è chiusa, l’ aria va verso la visiera.

Arai ci ha abituato ad un design completamente diverso rispetto ai suoi competitor, ma a detta loro proprio la forma (io la battezzo ad uovo) garantisce non solo una maggior sicurezza durante l’uso, ma le sue superfici meno spigolose garantiscono un impatto più fluido e morbido nell’eventualità il casco dovesse toccar terra durante una caduta.

Benissimo, dopo aver parlato delle caratteristiche tecniche del Nuovo Arai Tour x5 è arrivato il momento di darvi le mie impressioni ed esperienza d’uso. Tutto questo è stato possibile grazie a Francesco Bombarda di Ber Racing Europe (distributore di Arai in Italia e in Europa) persona gentilissima e super preparata che mi ha accompagnato con una bella chiacchierata nel modo Arai, spiegandomi la filosofia, sviluppo fino ad arrivare ai processi di realizzazione del casco, poiché Arai ha idee e congetture diverse rispetto a tutti gli altri brand e che personalmente ho trovato affascinante.

Come va su strada

Finalmente ho l’opportunità di indossare il nuovo Arai Tour X5 in colorazione Discovery blu lucido, pertanto salgo in sella alla mia Ducati Hypermotard 950 SP. Direi ottimo test per questo Arai poiché la Hypermotard mette a dura prova qualsiasi casco, dato che di aria in sella se ne prende fin troppa. Come mia consuetudine prima di indossare qualsiasi casco, lo analizzo attentamente partendo dal peso; Arai dichiara per questo tour x5 un peso di 1700 grammi, non un peso piuma colpa delle nuova omologazione e sinceramente in mano si fa sentire, ma una volta indossato è lì che accade la magia. Gli interni sono di un confort da primo della classe, avvolgente il giusto senza mai opprimere troppo in nessun punto della testa, i guanciali seguono appieno la forma del viso, ma è importante che utilizziate la giusta taglia. Bene, salgo in sella e mi dirigo verso la strada complanare Ovest, direzione Polignano a Mare (BA) per poi proseguire in quel di Monopoli (BA).

Durante il tragitto inizio man mano ad aumentare il passo, e con immenso piacere mi chiedo “ma in testa cosa sto indossando? Ok indosso un casco” ma questa volta ho l’impressione di indossare qualcosa di diverso dal solito. Ci sono voluti parecchi chilometri per rendermi conto che la mia testa era protetta da qualcosa che andasse oltre una semplice casco, ma che Arai ha realizzato senza mezze misure, come se facesse uno sport a parte senza rivali. Credetemi, è difficile spiegarlo a parole. In genere un casco di natura sport tourer viene acquistato dagli utenti che utilizzano moto comode, con tutti i comfort possibili, ma soprattutto dotate di parabrezza che aiutano a defluire l’aria creando una sorta di “bolla” protettiva sia per il pilota che per il passeggero, pertanto in sella alla mia Hypermotard questa tipologia di caschi è la meno consigliata. Ed invece non è stato cosi! Anche se non dovrei dirvelo, ho iniziato ad andare ben oltre la velocità consentita dal codice della strada (ovviamente fatto in tutta sicurezza) e grazie alla sua forma (più compatta rispetto al precedente modello X4) e al nuovo frontino che riesce a far convergere i flussi d’aria verso le prese d’immissione, il casco non accenna minimamente a muoversi, nessun effetto vela, il che lo rende “quasi anomalo” per la sua tipolog

Un’altro aspetto che mi ha sorpreso è la forma della visiera. Quest’ultima grazie alla sua uniformità come vi ho già accennato in precedenza, mi permetteva di viaggiare in tutta sicurezza, consentendomi una guida più goduriosa tra le curve e di avere una visuale più ampia nei punti ciechi tra una curva e l’altra.

Ovviamente ho messo a dura prova questo Arai Tour X5 utilizzandolo non solo per il tragitto casa lavoro ma anche per le mie piccole scorribande tra le curve della Valle d’Itria, pertanto non poteva mancare un test anche in off-road.
Anche in questo caso il Tour X5 si è comportato in modo egregio, soprattutto alle basse velocità grazie alla presa d’aria della mentoniera, il che fornisce la giusta ventilazione in tutti i punti della testa, regalando una sensazione di guida piacevole e mai stressante.
Il meccanismo della visiera è molto fluido e di facile azionamento, cosa che io personalmente apprezzo e che ia mio modesto parere influisce nella valutazione finale sull’ acquisto.
Inoltre volevo sottolineare un paio di “chicche” che rendono questo Tour x5 veramente unico; il primo è il sistema a scomparsa della mentoniera che io reputo una genialata pazzesca, infatti basta prendere con le dita la punta dell’imbottitura adiacente alla mentoniera e come per magia lei viene giù; un sistema molto comodo ed allo stesso tempo veloce da azionare in qualsiasi condizione climatica.

La seconda invece riguarda lo sgancio rapido della visiera che a differenza dei precedenti modelli che rendevano lo smontaggio più macchinoso e complesso, in questo modello basta sganciare la placchetta e successivamente rimuovere dal meccanismo interno la visiera. Brava Arai che ha semplificato questo sistema, tallone d’Achille su alcuni modelli ancora in produzione.

Breve video dedicato al Tour-X5

Considerazioni finali

Questo Arai Tour X5 mi ha veramente sorpreso, qualità e precisione nell’assemblaggio da primo della classe. Sinceramente non ho mai indossato qualcosa che avesse tanti punti a favore ma è anche giusto sottolineare che questi “dispositivi di sicurezza” sono molto personali, sia per come vestono (ognuno di noi ha conformità diverse della calotta e del viso) e parliamoci chiaro anche del prezzo. Ok per la sicurezza non bisogna mai risparmiare, ma i caschi Arai si fanno pagare e non poco. Per questo modello si parte da un prezzo di 889 euro circa per i modelli mono colore, per poi arrivare a 999 euro per le varianti con grafiche.
Per una panoramica dettagliata dei modelli e dei prezzi aggiornati dei caschi Arai, consulta il sito di Ber Racing. Troverai non solo l’Arai Tour X5, ma tanti altri modelli in base alle esigenze ed uso del pilota.
Sicuramente prenderò in forte considerazione l’ acquisto di questo Arai Tour X5, perché me ne sono dannatamente innamorato.

N.B.

Ad inizio articolo, ho fatto un piccolo accenno (io direi provocatorio) per quanto riguarda le omologazioni e se qualcuno si stesse chiedendo come mai Arai non rientra tra i primi (https://sharp.dft.gov.uk/helmets/) nella classifica SHARP e dopo che alcune famose testate giornalistiche hanno chiesto più volte spiegazioni, senza mai ottenere risposta, inizio a pensare veramente che ci sia del marcio e che bisognerebbe andare oltre la semplice scelta in base “alle stelline” che la stessa SHARP dichiara e sottoscrive come “ i migliori test di sicurezza”.

Giamba

Appassionato di moto da quando ero poco più di un ragazzino. La mia prima moto è stata una Ducati Monster. Quante emozioni mi ha regalato quel meraviglioso motore due cilindri. Mi sono innamorato a tal punto che anche la mia seconda moto è una Ducati Hypermotard. Le emozioni si sono triplicate ma la cosa bella è che ho iniziato a fare piccole modifiche e a prendermene cura. Ho imparato a usare vari attrezzi fondamentali per la manutenzione. Posso definirmi un grande appassionato a tal punto da sentire l esigenza di crearmi un soazio tutto mio dove potermi prender cura della mia moto in totale relax. Quanto è bello passare ore nel proprio box a coccolare la propria moto.

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